mercoledì 27 settembre 2017

La mia pasta alla gricia per il club del 27

Arriva settembre, finisce l'estate, e ricomincia l'MTC e con lui pure l'appuntamento con il Club del 27, che sul filo conduttore della sfida del mese, riporta alle luci della ribalta piatti che sono stati presentati nel passato.
Questa volta, si parla di pasta in tutte le sue più caratteristiche declinazioni italiche, così come erano state sviluppate nel tema del mese della sfida MTC 48 (e pensare che ora siamo alla 67)!

Se ne avete voglia, il consiglio è di provare a seguire qualche ricetta tra quelle che oggi invaderanno questi luoghi, che sono comodamente raccolte tutte su questa pagina!


pastaebasta


In casa profumodimamma, qualche domenica fa, a pranzo è stata servita una novità: la pasta alla gricia, una sorta di cacio e pepe, che trae origine probabilmente dalla tradizione dei pastori che si recavano a pascolare le pecore sui monti dell'Abruzzo, e che aggiungevano al piatto del grasso di maiale per renderlo più adatto ai climi freddi.

E' una pasta semplicissima, da rifare nel periodo invernale quando le calorie dovranno aiutare anche noi ad affrontare il freddo, quello che a luglio quest'anno è stato un lontano miraggio.

Pasta alla gricia

Pasta alla gricia (di Patrizia Greco)
per 4 persone

350 g di spaghetti
2 fette di guanciale tagliato a dadini
100 g di pecorino romano grattugiato
sale
pepe in grani

Mettete a bollire in una pentola l'acqua per la pasta, leggermente salata.
Nel frattempo:
- in un mortaio pestate una manciata di pepe in grani, unite il pecorino e mescolate.
- in una padella appena riscaldata mettete a cuocere la dadolata di guanciale senza aggiungere nient'altro, il grasso del guanciale dopo un paio di minuti comincerà a sciogliersi. Lasciatelo sul fuoco basso per massimo di 5/8 minuti.

Buttate la pasta nell'acqua a bollore e cuocetela al dente, non scolando gli spaghetti, ma tirandoli su con una pinza e mettendoli direttamente nella padella con il guanciale, per non perdere l'acqua della cottura. Fateli saltare un po' in padella, unite il pepe miscelato con il pecorino e miscelate il tutto con un po' di acqua di cottura della pasta, in modo da mantecare la pasta e farla insaporire.

 Fagiolino all'opera

domenica 24 settembre 2017

Fusilli bucati e seppie inzimino

Ricominciare, quest'anno è stata dura.
Il rientro dalle ferie, che godiamo sempre dopo che gli altri se le sono già fatte, è stato faticoso.
Ed è stata incredibile la velocità con cui si sono volatilizzati i benefici ottenuti da due settimane su isolette disperse nel blu del mar Egeo. E non parlo solo dell'abbronzatura.
E così, nel turbinio della vita quotidiana, questo spazio è rimasto un po' abbandonato a se stesso.
Ma con settembre ricomincia anche MTC e così ecco una nuova ricetta, che cerca di soddisfare i requisiti richiesti dalla sfida del mese, vinta a giugno da Cristina, che ci invita a provare ad ideare un piatto di pasta al pesce.
Se vi andate a leggere il post in cui lancia la sfida, non solo non ne rimarrete delusi e scoprirete tanti fondamenti di questo piatto, ma avrete oltremodo un gamma vastissima di paste col pesce da cui lasciarvi ispirare!

Dopo un primo buio iniziale, e dopo una pasta con gli scampi e pomodorini, che non ho fatto in tempo a fotografare, causa pargoli affamati una sera infrasettimanale, ho dovuto pensare a cosa tirar fuori.

Non è niente di fantasioso, a dir la verità. Ma in casa è piaciuto molto, a tutti. Compresi i due pargoli, che stanno diventando sempre più esigenti..
E così, con il loro beneplacito, vi presento questi fusilli bucati, una specie di bucatini arricciolati, che mi sono piaciuti subito nel loro fromato, forse perchè ricciolosi come mi sarebbe tanto piaciuto avere i capelli, quando ero adolescente..
Ho servito i fusilli con le seppie in zimino.
Si tratta di una variante di un'accoppiata che generalmente viene servita come secondo e contorno, e che è tipica della cucina ligure e toscana, che unisce le bietole della montagna con i pesci del mare.

Seppie in zimino

Fusilli bucati con le seppie inzimino
per 4 persone

350 g di pasta
400 g di seppie
400 g di bietole
200 g di pomodori pelati
2 spicchi d'aglio
peperoncino
due dita di vino bianco (un quarto di bicchiere) 50 ml?
Olio extravergine di oliva
sale

Seppie in zimino

Lava e pulisci le seppie, poi tagliale a striscioline fini, tagliate a metà.
In un tegamo con 4 cucchiai di olio fai soffriggere uno spicchio d'aglio tritato e un po' di peperoncino. Prima che l'aglio diventi dorato, unisci le seppie e cuocile 5 minuti. Versa il vino e fai evaporare, poi aggiungi i pomodori spezzettati, dosa di sale e fai cuocere altri 10 minuti.
Mentre il pesce cuoce, prepara la bietola. Dopo averla lavata bene e aver reciso l'estremità del gambo, senza sgrondarla dall'acqua, mettila in una pentola capiente e fai cuocere con un bicchiere d'acqua per una decina di minuti. Strizzala bene e saltala in padella con un cucchiaio di olio, in cui avrai fatto soffriggere l'altro spicchio d'aglio tritato. Uniscila ale seppie e dosa di sale. Continua la cottura per altri 10 minuti e tieni da parte.

Seppie in zimino

In una pentola porta a bollore l'acqua per la pasta, aggiungi una manciata di sale grosso e cuoci i bucatini 2 minuti meno del tempo indicato sulla confezione.
Con una pinza, estraili direttamente dalla pentola e mettili nella padella con le seppie. Portali a cottura nel sugo ed aggiungi via via un mestolo dell'acqua della pasta, per mantecare il sugo e cuocere la pasta.

Seppie in zimino


Con questa ricetta partecipo alla sfida MTC 67, lanciata da Cristina Galliti