lunedì 22 giugno 2015

Salmonburger con crema di avocado e insalata croccante

... E anche questo mese la sfida MTC è stata molto apprezzata in casa da tutti.
La prima ad essere entusiasta sono stata io stessa, visto che la sfida era sugli hamburger from scratch, vale a dire da zero. Avete presente?
Preparare da zero il panino (cosa che da sola sarebbe bastata a giustifica il mio entusiasmo), poi la 'polpetta', le salse di accompagnamento ed il contorno, che in un vassoio con l'hamburger  non può mai mancare!
Per prepararmi alla sfida ho dovuto studiare e mi sono sacrificata molto.
Il periodo mi ha aiutato: abbiamo avuto una settimana di uscite a scacchiera, si perché adesso, se Lenticchia va ad un compleanno in pizzeria, Fagiolino rimane a casa e se Fagiolino ha un torneo di calcetto, Lenticchia storce la bocca se le si chiede se vuole andare anche lei.
Per cui, per non fare discriminazioni, chi resta a casa mangia fuori.
E così, tutte le volte che mi è toccato andare a cena fuori, abbiamo optato, per un hamburger.
Lungi da noi andare alla famosa catena americana con il nome scozzese, però!
Abbiamo scelto tutti posticini locali, che ultimamente a Firenze sono spuntati in gran quantità e in cui le materie prime sono ricercate, l'ambientazione moderna e lo stile di classe.

SalmonBurger con contorno croccante


E così, studia, assaggia, studia, mangia, prova,  alla fine ho preparato un panino dai gusti nordici, ma con  uno special guest tropicale, per ricordare che il nord ed il sud possono viaggiare insieme per valorizzarsi a vicenda.
Il panino in sé è un panino ai tre cereali (farina, farro e kamut) con varianti sui semini di spolvero, in modo che ognuno possa scegliere quello che preferisce .
Per la polpetta mi sono buttata sul pesce ed ho scelto il salmone, che essendo un pesce un po' grasso in padella senza olio dà il meglio di sè.
Il salmone è stato marinato in una miscela di lime (arriva l'esotico), pepe rosa e cipolla, in modo che il sapore fosse più delicato. Il gusto nordico del salmone è stato contaminato anche  dal gusto tropicale della salsa di avocado, e completato con l'aggiunta scrocchiarella delle fette di ravanello.
Il ravanello, è il filo che lega il salmonburger con il contorno, dove è unito in un'insalata, dai gusti insoliti, se si pensa che insieme ad un mix di carote, sedano, finocchio ho aggiunto unanota dolce e profumata che mi ricorda il nord Europo:  i lamponi!
Le verdurine sono state tagliate in modi diversi (le carote e il finocchio in sottili lamelle, i pomodorini a spicchi, il sedano a fettine) per offrire consistenze diverse.
L'insalata è condita con una semplice salsa di yogurt, con limone e erba cipollina, per confermare che si sta viaggiando verso nord!!

SalmonBurger


Le polpette ovvero i SALMON BURGER
(8 piccole)

400 gr di filetti di salmone (2 filetti)
metà cipolla di tropea
10 granelli di pepe rosa
1 lime
sale
aneto

Togliere le eventuali lische dai filetti di salmone, sfilettarlo e farlo a fettine.
Tenere da parte 4 fettine (da tagliare con il coltello a dadini) e tritare il resto del salmone insieme alla cipolla. Versare il composto in una ciotola, unire il succo del lime, la buccia grattata, il pepe rosa macinato, un pizzico di sale e una spolverata di aneto (ho usato quello secco). Unire anche i dadini di salmone, coprire con pellicola e tenere a marinare almeno un'oretta in frigo.

Salmone in marinatura


I panini
(8 bocconcini da 45 grammi)

130 g di farina manitoba
60 g di farina di farro
60 g di farina di kamut
130 g di latte
25 g di burro
10 g di zucchero
5 g di sale
4 g di lievito di birra fresco
1 uovo
un goccio di latte o acqua
semi di nigella, di sesamo e di canapa decorticata

Riporto esattamente le indicazioni di Arianna:

Intiepidire il latte, scioglierci il lievito e lasciar riposare per una decina di minuti.
In una ciotola capiente setacciare la farina, formare una fontana, versare il latte poco per volta e lasciarlo assorbire mescolando con un cucchiaio di legno. Aggiungere il burro a temperatura ambiente e il sale e lo zucchero. Impastare fino ad ottenere un composto liscio ed omogeno.
Coprire con della pellicola e un panno e lasciar lievitare fino al raddoppio (1-2 ore). Prendere l'impasto, sgonfiarlo leggermente cercando di formare un rettangolo che poi piegherete (più o meno come un asciugamano): dividetelo idealmente in tre parti, sovrapponete la parte di destra al centro ed idem con la sinistra (al centro, sopra la destra). Ora rigirate di 90° e fate lo stesso.
Far riposare così l'impasto, con la parte della piega rivolta verso il basso e coperto da un panno per una mezz'oretta. Formare poi i panini. Poggiarli su una teglia coperta da carta da forno e con il palmo della mano schiacciarli leggermente.
Far riposare coperti da pellicola per una mezz'oretta.
Accendere il forno a 180°C.
Sbattere in un ciotolino l'uovo con il latte o l'acqua.
Togliere la pellicola e spennellare la superficie dei panini con il composto. Spolverizzare con i semini e infornare quando il forno è a temperatura, cuocendo per circa 20 minuti (devono essere belli dorati).
Sfornare e lasciare asciugare su una gratella.


Panini con semi



La crema di avocado
un avocado
un cucchiaio di succo di limone
un cucchiaio di olio extravergine di oliva
sale
olio

In un mixer ad immersione inserire le fette di avocado (deve essere bello maturo e morbido), il succo di limone, sale e olio. Azionare il frullatore fino ad ottenere una crema. Aggiungere olio se dovesse servire per arrivare alla consistenza cremosa.

Per la composizione del panino:
In una padella antiaderente e ben calda, cuocere la polpetta di salmone (circa 5 cm di diametro) da entrambi i lati, aspettando almeno tre minuti prima di rigirarla, in modo che la superficie si sia caramellata e per evitare che si sfaldi nel movimento.
Tagliare il panino a metà, spalmare il taglio inferiore con un generoso strato di crema di avocado, decorare con quattro rondelle di ravanello, condire con un filo di olio e un pizzico e sale e servire con uno stecchino 'salva cadute'.


Il condimento
un vasetto di yogurt bianco
olio
sale
erba cipollina
succo di metà limone

Tagliare l'erba cipollina in pezzetti di 5 mm e unire a tutto il resto, mescolando con cura.

Contorno croccante


Il contorno croccante
carote
sedano
pomodorini ciliegini
finocchio
ravanelli
lamponi

Per ottenere consistenze diverse, con un pelapatate fare lamelle di carote, nel verso della lunghezza e tagliare il finocchio di traverso rispetto al suo sviluppo, in modo da non avere il problema dei filamenti.
Tagliare a rondelle i ravanelli, a spicchi i pomodorini e a fettine il sedano.
Unire una manciata di lamponi e condire con la salsa allo yogurt e erba cipollina.


Il salmonburger fa parte delle ricette per la sfida MTC 49, di cui ringrazio ancora di cuore, per averci fatto divertire,  la brava Arianna che ce l'ha proposta!





Tagli Salmon Burger

martedì 16 giugno 2015

Il giardino segreto

Sono latitante, lo so.
E' che il mondo frulla parecchio anche di qua dallo schermo e io non ho più il fisico e l'età per riparare a tutto. Me ne sono accorta domenica pomeriggio, quando sono crollata in catalessi sul letto per un fulmineo sonno ristoratore. Un evento di quelli da segnare tra gli annali, ma anche il segno che ogni tanto bisogna fermarsi.
Però non ci riesco proprio a stare ferma per troppo tempo e così passo veloce anche da qui perché mi dispiaceva non lasciarvi qualche foto del giardino segreto, quello di cui vi avevo parlato la volta scorsa.
Noi per Voi ha scelto il giardino di Villa Bardini, vicino al piazzale Michelangelo, per festeggiare una giornata di beneficenza a favore dell'ospedale pediatrico Meyer, che si trova proprio qui a Firenze.
E' stata una giornata soleggiata e calda, in cui tutti gli scorci della città erano incorniciati da un cielo azzurro e circondati dal verde del giardino, da cui facevano capolino il Cupolone, Palazzo vecchio e i tetti rossi delle case del centro.
E' stato fantastico ammirare Firenze da quella posizione, e nonostante il caldo, l'atmosfera che si respirava nel parco era delicata e familiare, tra decorazioni bianche in carta, cespugli di roseti in fiore,  alberi e prati, angolini nascosti, laboratori d'arte per i bambini e artigiani del gusto e dell'artigianato che proponevano i propri prodotti.
Accompagnata dai legumini, mentre Lenticchia si dilettava a decorare  un vero calco in legno di scarpa in un laboratorio artigianale organizzato dal Museo Ferragamo, Fagiolino mi ha fatto da cicerone dentro il parco, che aveva visitato a maggio con la scuola. "Mamma, vedessi che bello che era questo pergolato, quando ci siamo venuti! Era tutto pieno di fiori lilla (ndr il glicine)".
Si, mi posso immaginare la bellezza. Da rimanere senza fiato, con il cupolone che si intravede tra i rami!
Io non vedo l'ora che arrivi il prossimo anno, per scoprire quale sarà il prossimo giardino segreto!
Nell'attesa mi godo di nuovo lo spettacolo:

Puzzle1SecretGarden

Firenze

SecretGarden


SecretLab

mercoledì 3 giugno 2015

Biscotti senza ritorno

English version below
... e del perché non bisogna accontentarsi.
E' una questione dibattuta, questa, in famiglia.
C'è chi dice che quando si trova la ricetta che viene bene, non bisogna abbandonarla.
E chi invece (e quella sono io) che è convinta che si può sempre migliorare e che la sperimentazione può portare a frutti ancora migliori.
Come questi biscotti.
In casa, ultimamente, i biscotti del supermercato non entrano più.
E' in corso un grande dibattito sull'olio di palma, le sue proprietà, i suoi effetti collaterali sulla salute ed il suo uso (anzi abuso) nei prodotti alimentari.
Quello che è certo è che sia un grasso saturo, tipo il burro, ma a basso costo e che, soprattutto, ritroviamo ovunque.
Personalmente me ne sono accorta solo ora, dopo che è diventato obbligatorio specificare esattamente nella lista degli ingredienti di qualunque cosa, quali sono i 'grassi vegetali' fino ad ora non precisamente indicati.. E così ho scoperto che questo benedetto olio di palma si trova 'nella qualunque', perfino negli 'insulsi' OroSaiwa e nelle fette biscottate!
E così, nonostante i legumini adorino quei famosi biscotti a forma di goccia, da un po' anche quelli non si sono più visti aggirare per casa.
Ma fare dei biscotti che vadano bene a tutti, è difficile.
La scorsa settimana ho fatto questi.
Ecco, se non avessi voluto sperimentare e provare, alla fine questi biscotti non sarebbero mai nati.
Il problema, dice, è che una volta finiti…'Così non ti verranno mai più'… E chi l'ha detto? Magari la prossima volta verranno pure più buoni!

Biscotti mai più

Biscotti semi-integrali con mandorle e cioccolato

125 g di farina (per me tipo 1 - semi integrale)
100 gr di mandorle con la buccia
120 g di burro
80 g di zucchero
100 g di zucchero di canna muscovado
1 manciata di gocce di cioccolato
mezzo cucchiaino di lievito istantaneo per torte
mezzo cucchiaino di bicarbonato di sodio
1 cucchiaino di estratto di vaniglia homemade
1 uovo
1 pizzico di sale


Trita le mandorle in un mixer con un paio di cucchiai di farina (tolti dalla quantità indicata) in modo che l'olio rilasciato dalle mandorle venga assorbito dalla farina e non appallottoli il composto.
Aggiungi le mandorle alla restante farina setacciata con il lievito e il bicarbonato. Aggiungi il pizzico di sale.
Monta con una frusta (o in un robot da cucina) il burro con i due tipi di zucchero fino a che arrivi ad una consistenza morbida e soffice. Incorpora l'uovo e l'estratto di vaniglia, poi aggiungi le polveri e le gocce di cioccolato e mescola bene con una spatola di legno. Comprimi in un panetto schiacciato, avvolgilo nella pellicola e lascialo riposare in frigo per una mezz'oretta almeno.
Quando togli il panetto dalfrigo, accendi il forno a 180°.
Forma con le mani fredde delle palline della grandezza di una noce e appoggiale su un paio di teglie rivestite di carta forno. Lascia almeno 3 cm intorno ad ogni pallina, perché in cottura si scioglierà e allargherà.
Cuoci per almeno 15 minuti o fino a che non sono dorate. Sforna e dopo 5 minuti lascia asciugare su una griglia.
Si conservano in scatola di latta a lungo. Ma finiranno prima.
Me lo ha confermato Lenticchia per WhatsUp qualche giorno fa:


:-) cookies



E a proposito di salute e della sua importanza, che cosa dovete fare questo fine settimana?
Io andrò a fare un salto in un secret garden!
Quest'anno, il giardino segreto è quello di Villa Bardini, da cui si gode un panorama mozzafiato sulla mia bella Firenze.
All'interno del giardino, per tre giorni (da venerdì a domenica) si terrà una iniziativa benefica, per sensibilizzare nei confronti della mortalità infantile causata principalmente da tumori e patologie genetiche. Lo scopo dell'associazione Noi per Voi (che lavora dal 1988 con l' Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze) è quello di mostrare quanto i finanziamenti per la ricerca scientifica siano fondamentali a garantire un futuro ai bambini affetti da queste terribili malattie.
Nei tre giorni, il giardino segreto sarà ricco di sorprese, con laboratori per bambini, e sarà accompagnato da un secret market incentrato sul buon cibo, sul biologico e in generale su prodotti alimentari di alta qualità, oltre che su prodotti di artigianato.
Venite anche voi?



English version

Almond and chocolate chips wholewheat cookies

125 g wholewheat flour
100 gr ground almonds
120 g butter
80 g sugar
100 g di soft brown muscovado sugar
1 handful chocolate chips
half tsp baking powder
half tsp baking soda
1 tap vacilla extract
1 egg
1 pinch of salt

In an electric mixer chop almonds with two tablespoons of flour taken from the total amount. Add the mixer to the remaining flour, which you have previously sieved with the baking powder, baking soda and salt.
Put the soft butter in the bowl of an electric mixer add the two kinds of sugar and beat until the mixture looks soft and fluffy. Add the egg and vanilla extract, mix a bit more, then add the sieved powders and the chocolate chips and mix again.
Cover with cling film and store in the fridge for half an hour, at least.
Then, take a small amount of the mixture (about a rounded tablespoon) and roll it in a ball. Set each ball on a baking tray covered with parchment paper and leave 3 cm around each ball.
Bake in a preheat oven at 180C/350F for about 15 minutes.
Leave cookies cool down 5 minutes, then transfer to a wire rack.
You can store cookies in an airtight container for long, but they usually don't last much.
:-)

Cookies

lunedì 25 maggio 2015

Pasta al pomodoro contaminata

English version below
Mi sono resa conto solo da poco, parlandone con amici, che qui faccio vedere solo dolci e pane (o almeno, tanti dolci e tanto pane).
Il fatto è che l'idea di pubblicare ricette semplici, fin dall'inizio mi è sembrato un po' inutile.
Tanto per fare un esempio, 'Tutti sanno fare un piatto di pasta' mi dicevo, e quindi che senso ha mettere una ricetta tanto semplice? Quando è nato questo spazio, l'idea era quella di condividere gli esperimenti e le ricette particolari che provavo e mi piacevano.
Poi il tempo passa, ci si evolve e ci si rende conto che le cose che sono semplici o banali per noi, non lo sono per tutti.
E ce lo ricorda ancora una volta anche l'MTC, che questo mese ci chiede (con l'accento napoletano di Paola) di preparare un piatto di pasta al pomodoro. Un piatto che più di di base non si può!
Un piatto che nella sua pur evidente semplicità, se fatto bene, è una quotidiana gioia.
Ovviamente visto i pochi ingredienti, vale qui come non mai, la regola del poco ma buono.
Se gli ingredienti sono pochi, devono per forza essere di qualità ed il risultato ne sarà la dimostrazione!
Tra l'altro ora che inizia la stagione dei pomodori, cosa c'è di meglio di una pasta sciuè sciuè, fatta con pomodori freschi e saporiti (invece che con la passata o i pelati chiusi nelle lattine)?


Pasta al pomodoro

Questa semplice pasta al pomodoro, però, non poteva limitarsi ad essere tale.
Doveva in qualche modo essere contaminata, perché le aperture sono sempre una risorsa in più.
L'idea di accompagnarla con briciole di mozzarella di bufala poggiate sul fondo del piatto, sono un ricordo della pasta di Rosanna Marziale, assaggiata a Le Strade della Mozzarella.
Il calore della pasta, poggiata sopra, le aiuta a fondersi e ad accompagnare lo spaghetto, che è avvolto da una salsa leggera al pomodoro fresco. La nota ancora più contaminante e dai profumi mediorentali è invece data dalla mollica di pane che è stata resa croccante grazie al passaggio in padella insieme ad un po' di olio di oliva ed è stata insaporita da una spolverata generosa di zahatar, la spezia mediorentale che unisce sesamo, timo, sale e spezie varie tra cui origano, cumino, santoreggia.


Pasta al Pomodoro


Spaghetti al pomodoro con briciole di bufala e mollica allo zahatar
Per 4 persone

1 kilo di pomodori piccadilly
2 spicchi di aglio
300 g di spaghetti grossi
sale
125 g di mozzarella di bufala
una fetta di pane di semola di grano duro
4 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 cucchiaio di zahatar

In casa, 3/4 della famiglia non sopportano le bucce di pomodoro nella pasta.
Dunque, come prima cosa ho tolto la pelle ai pomodori, utilizzando mille accortezze per non perdere il loro prezioso succo.
Li ho lavati, incisi a croce su una estremità e messi in una pentola coperti con acqua bollente. Tempo 5 minuti e prendendo delicatamente e senza scottarsi un pomodoro alla volta, li ho sbucciati, direttamente nella padella in cui poi li ho fatti cuocere. In questo modo il succo che esce quando si spellano cade direttamente in padella e non va sprecato.
Una volta fatto tutto, si aggiunge dell'acqua alla pentola che conteneva l'acqua in cui sono stati immersi i pomodori e che si sarà colorata di rosa per via del succo di pomodoro rilasciato nei 5 minuti di bagnetto.
Mentre si porta ad ebollizione l'acqua per la pasta, si lasciano cuocere in padella i pomodori con gli agli schiacciati (io uso proprio uno schiaccia-aglio), a fuoco basso.
Si butta la pasta e si lascia cuocere un paio di minuti meno del tempo di cottura indicato.
Nel frattempo si sbriciola la mollica della fetta di pane e la si fa rosolare in un pentolino con l'olio. Alla fine si aggiunge un pizzico di sale e lo zahatar, si mescola e si tiene da parte.
Si sbriciola la mozzarella di bufala e la si tiene da parte.
Quando mancano un paio di minuti alla fine della cottura della pasta, si alzano gli spaghetti con una pinza e si continua a cuocerli come fossero un risotto, nella padella con il pomodoro, usando l'acqua di cottura un cucchiaio alla volta per terminare la preparazione.
Si impiattano preparando prima un letto di briciole di mozzarella, su cui si servono gli spaghetti al pomodoro e si spolvera il tutto con un po' di briciole croccanti di mollica allo zahatar.

Pasta al pomodoro, con mollica allo zahatar e mozzarella di bufala

Con questi spaghetti da fare anche all'ultimo momento, arrivo all'ultimo momento anche alla sfida MTC 48 di questo mese!


English version
Tomato, buffalo mozzarella and crunchy zahatar breadcrumbs Spaghetti
Serve 4 people

1 kilo of ripe small tomatoes
2 garlic cloves
300 g spaghetti
salt
125 g buffalo mozzarella
1 slice of bread
4 tbsp extravirgin olive oil
1 tsp zahatar middle-eastern mixed spices (sesame, salt, oregano, thyme, etc.)

As most of us don't like tomatoes skin floating when we have pasta, first thing is to peel them off.
One easy way is to cut a cross on each tomato and cover it with boiling water for about 5 minutes. After that, peel each tomato off over the pan you are going to use for cooking them, in this way you won't waste a drop of their precious juice!
Use the boiled water you covered tomatoes with, to cook pasta. You might have to add more water.
While bringing water to boil again, prepare the sauce: add two pressed garlic cloves to the pan containing tomatoes and cook on low heath.
Gently throw a handful of salt in the boiling water, then pour pasta and cook it two minute less than indicated on the packet (should be quite al dente). Using a pair of tongs, remove spaghetti from the water and put in the pan with the tomato sauce. Continue cooking as if it is a risotto, adding every now and then a spoon of the water you used to cook pasta.
In a little saucepan put the extra virgin olive oil, fry the breadcrumbs until crunchy and golden brown. Season with salt and zahatar.
Dice buffalo mozzarella and set aside.

In each plate sprinkle some mozzarella dice, then serve spaghetti and decorate with crunchy zahatar breadcrumbs.

mercoledì 13 maggio 2015

Sempre per ultima

Se avete letto bene in fondo alla colonna di destra, qui a fianco, c'è scritto: QUESTO BLOG NON RAPPRESENTA UNA TESTATA GIORNALISTICA, IN QUANTO VIENE AGGIORNATO SENZA ALCUNA PERIODICITÀ
Magari ve ne eravate pure accorti… Ecco, diciamo che sono un po' indaffarata..
Se penso che ormai è passato un mese e non ho ancora scritto niente della mia vacanza alle Strade della Mozzarella, quasi non ci credo.
Ci sarei voluta andare anno scorso, ma poi i fatti della vita non me lo hanno permesso. Quest'anno, quindi, ne avevo una gran voglia e, per fortuna, non avevo scuse!
In autunno ero stata invitata a partecipare al contest associato alla manifestazione de Le Strade.
Vi ricordate le tartellette di finta carbonara e i campotti con pomodoro, mozzarella e qualcos'altro che avevo fatto intorno a dicembre?
E quindi il mio desiderio di essere presente era decisamente pure più grande di anno scorso. Era l'occasione per vivere un'esperienza di cui mi sentivo di far parte e magari anche l'occasione per assaggiare qualcosa di bianco e succoso: la mozzarella di bufala (quella buona).
Le Strade della Mozzarella, per chi non lo sapesse, sono una 'due giorni' intensa di incontri e presentazioni in cui chef stellati e non, ma comunque di gran prestigio, presentano ricette create appositamente per l'evento che hanno lo scopo di valorizzare la mozzarella (e la ricotta) di bufala.
Il congresso è organizzato dal Consorzio della Mozzarella di Bufala Campana DOP e quest'anno il tema è stato semplice e difficile allo stesso tempo: Pasta, mozzarella e pummarola: un viaggio essenziale.
Durante la manifestazione, gli chef si susseguono ad un ritmo incalzante e in contemporanea nelle tre sale dedicate agli 'show cooking', che sono tanto affollati quanto interessanti (a tal punto che mi pareva di essere tornata all'Università a forza di prendere appunti)!

Ovviamente la manifestazione è a Paestum, nel cuore della zona di produzione della mozzarella di bufala cilentana.
Per arrivarci bisogna passare da Napoli.
E io Napoli non l'avevo mai visitata.
Così dopo aver chiesto informazioni e dritte alle mie amiche 'campane' Valentina, Maria, Antonia e Lydia (anzi, dopo averle tartassate di mail) ho marciato come un soldato per godere al massimo di cinque ore partenopee.
Le mete sono state:
- Pizza napoletana da Ciro Salvo dei 50 kalò (dove ho scoperto che la vera pizza napoletana si scioglie in bocca, ha il cornicione bucato e dopo un'ora ne mangeresti subito un'altra)
- Lungomare di Chiaia, davanti ad un mare azzurro, in una domenica di sole primaverile
- Castel dell'Ovo
- Piazza del Plebiscito
- Il Maschio Angioino
- Sfogliatelle, babà, zeppole, ecc. da Mary alla Galleria Umberto I (davanti alla cui mini vetrina ho indugiato parecchio prima di decidermi a scegliere. E ne ho scelte così tante che ci ho poi fatto cena!)
- La metro alla stazione Toledo, che con i suoi mosaici e giochi di luce mi ha incantato
- Le sfogliatelle calde di Attanasio, da cui sono arrivata volando, con armi e bagagli tra un treno e l'altro (e decisamente la corsa che ho fatto è stata degnamente ricompensata da un ripieno di ricotta e canditi che si scioglieva in bocca)!
PuzzleNapoliFood


PuzzleNapoliView


Poi c'è stato Paestum.
PuzzlePaestum

Il mare.
I templi (raggiunti correndo di corsa la mattina prima dell'avvio delle Strade della Mozzarella, per smaltire pregresso e futuro).
L'hotel Savoy che ti accoglie con la musica in sottofondo, il sorriso di Bruna e una piscina da sogno.
E le Strade della Mozzarella hanno avuto inizio.
E' stata un'esperienza incredibile.
Ho incontrato tanti volti di amici che bazzicano questo mondo virtuale, che a volte appaiono in carne e ossa (Antonia, Maria, Teresa, Valentina, Enrico, Cristina, Stefano, Ada) e sono stata circondata da chef che hanno dato il cuore e la mente per elaborare piatti molto emozionant'.
Purtroppo non sono riuscita a seguire tutti quelli che avrei voluto vedere all'opera, ma sono rimasta affascinata da Cristina Bowerman e i suoi ziti farciti, da Pino Cuttaia, da Rosanna Marziale, da Francesco Apreda (che è pure un bel vedere), dal giovane belga Kobe Desramaults (che è stata una vera rivelazione e di cui sono felice di aver assaggiato le opere, visto che il suo ristorante in Belgio non è proprio dietro l'angolo) e dal grande Giacchino (alias Jacques Genin, il famoso pasticcere che avevo visitato a Parigi a febbraio), che però ha presentato due preparazioni più tendenti al salato che al dolce, contrariamente a quanto mi aspettassi.

Cuttaia
Bowerman
Marziale
Genin
Kobe
Apreda

Chi mi sono persa: Matias Perdomo. Massimo Bottura. Piergiorgio Parini. Tanto per dirne solo tre. Mannaggissima.
E mi sono pure persa la serata finale con Pizza e Champagne, con i più grandi pizzaioli di Napoli:   Franco Pepe, Gino Sorbillo, Ciro Salvo, Enzo Coccia, Salvatore Salvo.
L'unica consolazione è stata quella di averli visti schierati tutti insieme a parlare di pizza, farina, lavoro, studio e consapevolezza la mattina al congresso.

Pizzaioli

Il prossimo anno, spero proprio di tornarci. Qualcuno si unisce a me?

mercoledì 29 aprile 2015

Giocare con l'avena

English version below
Tutte le mattine, a colazione, una tazza di latte con una fetta di Pan brioche (quello soffice e senza burro) oppure di biscotti (ultimamente rigorosamente fatti in casa, a volte con l'aiuto di Fagiolino) non ce la toglie nessuno.
È il nostro iniziare la giornata insieme, chi più chi meno assonnato, chi più chi meno d'appetito.
Il latte è sempre quello di mucca, ma ultimamente Lenticchia non lo gradisce molto. La appesantisce un po' e non è proprio l'ideale per affrontare una giornata di sei ore di scuola con una pausa di 15 minuti.
Per questo sto sperimentando latti alternativi. Ovviamente sarebbe troppo facile e poco divertente rifornirsi di bottiglie già pronte al super.
E così tempo fa ho provato ad autoprodurre il latte di mandorle (che a me è piaciuto molto ma a Lenticchia meno).
Questa invece è la volta del latte di avena.
L'occasione è stata la voglia di pensare a qualcosa di sano e di goloso per utilizzare uno dei tanti prodotti che mi sono arrivati a casa da Nuova Terra, una realtà Toscana che già conoscevo e che da ormai vent'anni si occupa di alimentazione sana e naturale, proponendo semi oleosi, cereali biologici e mix per zuppe.
Alla vista del sacchettino di avena decorticata, mi si sono illuminati gli occhi e in un attimo davanti a me non avevo più 300gr di avena, ma il seme prezioso per i miei esperimenti golosi!!!

E visto che avevo anche un bel cestino di fragole (in attesa di raccoglierle direttamente dal balcone) ho preparato un pò di latte di avena e poi l'ho convertito in una merenda che è stata molto apprezzata!

Smoothie


Smoothie al latte di avena e fragole
(per 4 porzioni)

50 g di avena decorticata
1 litro di acqua
Fragole
Miele

Lascia in ammollo l'avena in acqua fredda per almeno 5 ore.
Sciacqua i chicchi e versali nel bicchiere del frullatore insieme a mezzo litro di acqua. Quando sono un po' frullati, mettili a cuocere per una mezz'oretta su fuoco basso, mescolando di tanto in tanto per evitare che il liquido gonfi e fuoriesca.
Lascia raffreddare. Adesso puoi filtrare il tutto e ottenere il latte di avena. Usa un colino e un panno di cotone, che strizzerai bene per ricavare il massimo del latte, che sarà bianco e di una consistenza gelatinosa. Diluiscilo con un altro mezzo litro di acqua.
Puoi conservarlo così in frigo fino a tre giorni, oppure usarlo subito per avere un ottimo smoothie vegetale/vegano.
Per ogni persona, metti nel bicchiere del frullatore 150 g di latte insieme a 50 g di fragole (che sarebbero un paio di frutti) e un cucchiaino di miele.
Aziona il frullatore fino a che le fragole non sono completamente frullate.
Servi in un bicchiere grande con una cannuccia colorata!


puzzleSmoothie


English version

Homemade oatmeal milk and strawberry smoothie
(serve 4 people)

50 g oatmeal
1 liter of water
strawberries
honey

Soak the oatmeal for at least 5 hours in cold water.
Rinse the oatmeal well then mix it in the blender with half liter of water. Blend a bit, then pour everything in a saucepan and bring to boil on low heat.
Cook for about half an hour, stirring now and then to prevent the liquid to reach the edge and come out.
Let it cool down. Now you can filter everything and gather the oatmeal milk.
Use a colander and a clean cotton cloth, pour the oatmeal in it and then squeeze well to get the most of the milk, which will be white and quite jelly-like.
Add half liter of fresh water. That's it!
You can store your oatmeal milk for a couple of day in the fridge or use it to have a delicious vegan smoothie.

For each people consider 150 ml of oatmeal milk, 50 g of strawberries (that is two fruits) and a teaspoon of honey, or as much as you like.

Switch the blender on, then blend well until strawberries have been completely dissolved.
Serve in a big glass with a coloured straw!

DrinkingSmoothie

mercoledì 22 aprile 2015

Ad occhi chiusi

Arrivo tardi, anche se avevo un sacco di idee e le mie intenzioni erano di arrivare presto e con tante torte!
 Poi c'è stato di mezzo una bella vacanza di tre giorni a Le Strade della Mozzarella, di cui vi parlerò spero presto, e di cui però ho dovuto subito scontare la pena: al mio rientro mi aspettavano ( e in parte ancora mi aspettano) un paio di pile di panni da lavare e poi stirare. E poi, attenzioni da regalare alla Lenticchia, che vive la fase pre adolescenziale e con la quale ormai abbiamo appuntamento fisso tutte le sere per seguire su YouTube una serie televisiva da teenagers (e siamo al secondo giro, adesso in lingua originale: portoghese...)
E poi, mi sono messa a correre. A parte le corse di tutti i giorni, quelle tra scuola, lavoro, casa e spesa, ora mi sono proprio messa le scarpe ai piedi e via...
Così capita che la sera, sono distrutta più del solito e l'idea di mettermi al PC e scrivere qualcosa non mi passa proprio per il cervello...
Però non potevo non mettermi di impegno per scrivere (saranno 7 giorni ormai, che lo sto facendo) questo post.
Sapete quanto sono golosa e la sfida di questo mese dell'MTC, che Maria Grazia ci ha proposto, è sul Pan di Spagna! Potevo mica rinunciare?
Il mio consiglio vivissimo è di andare a leggere e poi stampare il suo post, in cui ci svela trucchi e dispensa consigli e propone perfino 4 ricette di due maestri pasticcieri di lusso: Massari e Di Carlo.

LaTorta


Io, da golosa impenitente, ho scelto il Pan di Spagna al cacao.
Nascosto nel cuore di un goloso quadrato di bavarese alla nocciola e lucidato di glassa al cacao (che avevo usato anche per la setteveli), appoggiato su un disco croccante di cioccolato e cereali e decorato da una squadra di rossi lamponi.
Una torta speciale, da gustare ad occhi chiusi, per il compleanno tondo tondo del nonno di casa: il mio babbo!

PanDiSpagnaStrato


Pan di spagna al cacao (di Leonardo di Carlo)
(per una tortiera di 20 cm di diametro e 4 cm di altezza)

115 g di tuorli (sono 6 uova)
125 g di zucchero semolato
125 g di albume
25 g di farina 00
25 g di fecola di patate
25 g di cacao amaro in polvere
50 g di burro
0,5 grammi di sale (è la punta di un cucchiaino)
2 g di scorza di limone grattugiata

Se usi una planetaria e hai a disposizione una sola ciotola, suggerisco di montare gli albumi per prima cosa. In questo modo, non importa lavare la ciotola, per passare alla fase di montatura dei tuorli. Se invertissi l'ordine, invece, dovresti pulire bene la ciotola prima di montare gli albumi, dato che il grasso contenuto nel giallo dell'uovo rende difficile montare poi le chiare.
Quindi:
monta gli albumi a neve e quando sono un po' gonfi, versa 25 grammi di zucchero presi dal totale. Continua a montare fino a che non avrai una consistenza cremosa e non troppo dura.
Metti da parte e nella ciotola della planetaria versa i tuorli, i 100 grammi di zucchero, il sale e la scorza grattugiata del limone. Monta bene la massa fino ad ottenere un composto gonfio e pallido e che se preso con un cucchiaio, cala lentamente e forma una punta.
Setaccia due volte farina, fecola e cacao.
Unisci un po' di albumi montati a neve e le polveri alla montata di tuorli, mescola per amalgamare e prosegui un po' alla volta fino a terminare gli ingredienti.
Sciogli il burro ed aspetta che la temperatura scenda a 45°C. A quel punto, prendi un paio di cucchiai di composto e uniscilo al burro, in modo da ottenere una consistenza più spumosa. Inserisci il burro nel composto piano piano, con movimenti dal basso verso l'alto.
Versa la massa nella tortiera imburrata e leggermente infarinata.
Cuoci in forno a 180°C per circa 25 minuti. Il pan di spagna è cotto quando, premendo delicatamente le dita sulla sua superficie, non rimangono le impronte.

Disco di cioccolato e cereali

40 g di anellini di cereali (quelli da tuffare nel latte, a colazione)
100 g di cioccolato fondente
20 g di cioccolato al latte

Spezzetta in modo grossolano gli anellini con un coltello (o la mezzaluna della nonna).
In una ciotola di vetro capiente, sciogli il cioccolato a pezzetti nel microonde, poi unisci gli anellini e mescola in modo da rivestirli bene. Spandi poi il composto su un ripiano coperto di carta forno e livella (puoi usare un matterello e un altro foglio di carta forno da appoggiare sul cioccolato).
Dai al disco la forma e la dimensione della torta che vuoi fare.
(Io pensavo di fare una torta tonda, poi ho cambiato idea e dal cerchio ho ricavato il quadrato che ho poi usato).


Bavarese alla nocciola

100 gr di nocciole
125 g di latte
50 g di zucchero
17 g di amido di mais
1 tuorlo
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
330 g di panna montata

Tosta leggermente le nocciole e quando sono raffreddate tritale fino ad ottenere una pasta. All'inizio il tritatutto formerà delle scaglie, poi delle briciole ed infine, continuando a tritare, l'olio naturalmente emesso dalle nocciole amalgamerà il tutto, formando una pasta di nocciole.
Puoi preparare la pasta di nocciole anche il giorno prima e conservarla in frigo.
Per la base della bavarese, monta il tuorlo con circa 30 g di zucchero fino a renderlo soffice, poi aggiungi lo zucchero rimanente e continua a montare. Aggiungi l'amido di mais.
In un pentolino porta a bollore il latte con l'estratto di vaniglia. Quando inizia a bollire, versa la montata di uova e lascia che il latte la ricopra, poi mescola vigorosamente con una frusta e spengi il fuoco.
Lascia che la crema si raffreddi, poi aggiungi la pasta di nocciole ed infine la panna montata, con movimenti dal basso verso l'alto.

PuzzleTortaStep n


Il montaggio si fa partendo dallo strato finale, perché poi la torta verrà rovesciata.
Quindi:
Su una superficie piana, appoggia un foglio di acetato e su questo l'anello o il quadrato che conterrà la torta. Rivesti con acetato anche i bordi.
Riempi un sac a poche con la bavarese alla nocciola e riempi lo stampo con uno strato di crema (questo sarà poi lo strato superiore della torta).
Poni in freezer per 10 minuti.
Nel frattempo taglia il pan di spagna in due fette orizzontali di un paio di cm di spessore e poi ritaglia quello che sarà il prossimo strato della torta, che dovrà essere di mezzo cm più piccolo dello stampo.
Estrai la torta dal freezer, appoggia il pan di spagna e riempi il perimetro esterno con un altro giro di bavarese alla nocciola. In questo modo, il bordo della torta sarà uniforme e lineare.
Forma un altro strato di baverese con il sac a poche e rimetti in freezer per altri 10 minuti.
Alla fine aggiungi la base di disco di cioccolata. Anche in questo caso, lascia un dito di spazio giro giro intorno allo stampo, da riempire con altra bavarese.
(Io me ne sono scordata e come si vede dalle foto, la base della torta mostra una irregolarità dovuta alla mancanza di crema intorno al disco di cereali… mannaggia!)...
Riponi in freezer di nuovo fino a un paio d'ore prima di servire.


TortaQuadro


Glassa a specchio

Prepara la glassa almeno 4 ore prima di servire il dolce, dato che un paio di ore servono per farle raggiungere la temperatura giusta per la colata e altre due ore per poter scongelare la torta in frigo.

175 g di acqua
150 g di panna
225 g di zucchero
75 g di cacao amaro
8 g di colla di pesce

Queste dosi di glassa sono più che abbondanti, ma va considerato che molta viene 'persa' durante la colatura (ma può essere riutilizzata su un'altra torta o al cucchiaio!). Se siete bravi con le glassature, potete farne un 25% in meno.
In un pentolino piuttosto abbondante mescola bene il cacao e lo zucchero, poi versa lentamente l'acqua e la panna filo, mescolando con una frusta. Porta a circa 103-104ºC.
Ci vorranno almeno una ventina di minuti, il liquido inizierà a bollire e a quella temperatura farà delle grandi bolle.
Metti i fogli di colla di pesce in acqua fredda.

PuzzleColataTorta


Lascia che la glassa raggiunga i 50ºC, poi aggiungi la colla di pesce, ben strizzata, e mescola bene fino a scioglierla.
Quando la glassa arriva ai 35°C puoi versarla sulla torta, che avrai tolto dal freezer e poi dallo stampo, rovesciandola su una griglia. Poni la griglia su una ciotola, per raccogliere la glassa, e comincia a rivestire la torta versando la glassa a partire dal bordo, per proseguire lentamente fino a rivestire tutta la superficie e finire nel punto centrale.
Rimetti in frigo e dopo una mezz'oretta decora con i lamponi lavati e lasciati asciugare su un foglio di carta assorbente.

FettaTorta


Questa invece, è la versione di Lenticchia, ideata e realizzata tutta da sola con gli scarti della torta madre…(dato che avevo usato un solo strato del pan di spagna).
o_O
Queste si che son soddisfazioni!

VersioneLenticchia


Purtroppo, dopo aver fatto la torta e averla fatta fuori, mi sono accorta che mancava una foto della fetta tagliata in orizzontale fatta al pan di spagna, prima della farcita.
Beh, ci siamo sacrificati e la settimana dopo ho DOVUTO rifarlo.
Cosa non si fa per la sfida MTC 47!